
Descrizione:
Sostituzione dell’acqua surriscaldata con il vapore
Premessa e introduzione all’opera
A seguito dell’approvazione del progetto preliminare, lo stabilimento viene suddiviso in più aree energetiche, non necessariamente corrispondenti con confini produttivi.
Con particolare riferimento al reparto di tintura matasse, è possibile individuare un’area energetica corrispondente con tale reparto ben definito. L’azienda intende altresì suddividere il lavoro complessivo in più fasi.
Viene deciso di procedere con l’adeguamento energetico del trasporto del termofluido iniziando dal reparto matasse. Sebbene l’abbandono del sistema ad acqua surriscaldata, attualmente rappresentante il 90% circa della fonte termica distributiva aziendale è d’obbligo per lasciare spazio al vapore, le altre aree energetiche saranno adeguate in tempi successivi. La porzione di reparto rocche alimentata ad acqua surriscaldata ed il reparto tops continuano ad essere alimentati con detto fluido.
Interventi di progetto
E’ possibile suddividere concettualmente i lavori in 3 aree tecniche:
- Centrale termica;
- Linee tra la CT e il reparto matasse;
- Reparto matasse;
Centrale termica
In CT si trovano n°3 caldaie in esercizio a vapore (saturo, tipiche delle aziende tessili, marca Ferroli, a 3 giri di fumo), con producibilità totale di circa 26 t/h. Esse producono vapore che viene indirizzato ad un preparatore di acqua surriscaldata. Si contano altresì alcuni stacchi di vapore per piccoli adeguamenti che hanno già avuto corso in tempi più recenti (abbandono dell’acqua surriscaldata per il reparto rocche “Bellini”, macchine tintura a bracci, piccoli altri utilizzi marginali).
Le 3 caldaie conferiscono il vapore in un collettore comune, da cui parte la linea per il preparatore di acqua surriscaldata. Detto collettore non è oggetto di modifica.
Si definisce quanto segue:
- La caldaia C2 continua ad inviare tutto il vapore al collettore comune esistente;
- La linea di mandata della caldaia C1 (quella in mezzo) viene suddivisa in modo che continui ad inviare il vapore sia al collettore esistente che al collettore nuovo (in sostanza si realizza uno stacco dal condotto esistente);
- La caldaia C3 invia il vapore unicamente al collettore nuovo;
Il nuovo collettore comune vapore è predisposto per ricevere anche il vapore della caldaia C2 quando sarà definitivamente abbandonato il sistema ad acqua surriscaldata in data futura da definirsi.
Dal nuovo collettore si dirama la mandata unica del vapore verso il sistema di regolazione della pressione. Il sistema è costituito da 2 collettori e 2 valvole di regolazione della pressione, in parallelo, in modo che qualora ci fosse un fuori servizio di una regolatrice, la restante è in grado di gestire l’intera produzione di vapore cui abbisogna l’azienda.
Le caldaie hanno pressione di bollo pari a 12 Bar, è così deve essere tutto il piping prima delle regolatrici di pressione. Si definisce che tutto l’impianto a valle delle regolatrici di pressione deve essere certificato per una P massima pari a 10 Bar. Ipotizzando una pressione operativa pratica in linea utilizzatrice pari a 8 Bar, le regolatrici di pressione devono pertanto avere un campo di regolazione da 10 Bar a 5 Bar minimi, per lavorare così nel campo centrato di 8 Bar.
La scelta della componentistica vapore (valvole, regolatori…) è stata fatta di concerto con ARI Armaturen: si troverà negli elaborati allegati la precisa indicazione puntuale di tutto quanto previsto in progetto.
Si aggiunge che in funzione dell’attuale logica di gestione delle condense, è necessario collegare la suction della pompa di carico caldaia C3 anche con quella della C1: la puntualizzazione è voluta in quanto il dettaglio NON è riportato sugli elaborati tecnici, essendo una semplice opera di carpenteria idraulica non soggetta a progettazione.
Parimenti si deve considerare che la linea più recente già a vapore, reparto rocche Bellini, dovrà essere collegata al nuovo collettore di distribuzione, dismettendo il sistema di regolazione della pressione del vapore in essere attualmente.
Devono essere realizzate alcune strutture metalliche di sostegno ai nuovi condotti.
Si mette in luce che il nuovo assetto prevede la f. e p. di misuratori di vapore sulle nuove linee del termofluido, sia quella del reparto tintoria matasse che rocche Bellini. Si vedano le specifiche tecniche dell’apparecchiatura dimensionata.
Linee tra la CT e il reparto matasse
Il collegamento tra la CT ed il reparto matasse, cioè la fornitura e posa del condotto vapore (DN150) e del rispettivo ritorno condense (DN80), avviene previo smantellamento dei condotti di M e R di acqua surriscaldata che ora asserviscono il reparto. Pertanto non si ravvisano problemi significativi in termini di passaggi, vincoli o interferenze, in quanto i condotti devono essere posizionati in sostituzione di quelli attuali fino all’inizio del reparto matasse.
Tutti i condotti attualmente in essere contenenti acqua surriscaldata indirizzati al reparto matasse devono essere smantellati e smaltiti in accordo alla normativa vigente, compresi quelli nel reparto stesso e altresì quelli già a vapore presenti nel reparto che non trovano spazio nel nuovo progetto.
La linea di ritorno delle condense confluisce nel serbatoio principale di raccolta, posizionato all’esterno della CT (lato corto).
Si prevede la realizzazione di alcuni punti fissi sui condotti, e gestione della dilatazione termica con compensatori assiali.
Reparto matasse
Tutti i condotti dell’acqua surriscaldata devono essere rimossi e smaltiti in accordo alla normativa vigente. Si ricorda all’azienda incaricata che sono sempre di proprietà di Finissaggio e Tintoria Ferraris; pertanto l’azienda si riserva di disporre in corso d’opera che porzione del materiale e/o componenti possano essere trattenuti in azienda senza che ciò generi costo alcuno.
Si individua come limite di batteria in ingresso alla macchina utilizzatrice la valvola di regolazione del vapore a bordo macchina. Tutto l’impianto a monte del limite di batteria deve essere considerato nuovo[1].
A valle della macchina, la flangia in uscita dell’attuale acqua surriscaldata è limite di batteria in uscita. In pratica, la macchina non è oggetto di modifica.
Si noti che vi sono alcuni casi in cui viene richiesto di rilocare la valvola regolatrice del vapore a bordo macchina. Questo è dovuto al fatto che macchine piuttosto datate non contemplavano il concetto di “bordo macchina” e conseguente limite di batteria, certificazione e garanzia dell’apparecchio precisamente individuato. Pertanto la valvola era posizionata dall’idraulico senza “troppi pensieri” dove faceva comodo. Si coglie l’occasione di rivisitare alcune situazioni ed armonizzare i posizionamenti. Gli elaborati di progetto sono molto puntuali.
Si noti altresì che è presente un “vaporizzo” nel reparto matasse, che è alimentato a pressione inferiore a quella di linea: si prevede di rilocare il riduttore attualmente in uso e proteggere la linea in bassa P con nuova PSV dedicata. Si prevede di raccogliere le condense del reparto in unico punto, e procedere con stazione di pompaggio a vapore dal punto di raccolta fino al serbatoio a fianco della CT
Cliente:
Tintoria e finissaggio tessile industriale
Importo dei lavori:
650 K€
Categoria del lavoro
Industriale, Vapore
Alcuni elaborati di progetto






